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Nell’attuale contesto socio-economico la pubblica amministrazione e le istituzioni sono chiamate al difficile compito di assicurare i propri prodotti/servizi nel rispetto di vincoli di bilancio sempre più stringenti e, al contempo, di indirizzare le loro scelte verso iniziative in grado di sostenere la crescita economica. Ciò comporta, dunque, innanzitutto la necessità di ripensare le priorità e le modalità dell’intervento pubblico secondo un approccio più funzionale all’attrazione di investimenti privati ed allo sviluppo di un mercato dei servizi di interesse economico generale che sia sostenibile e di qualità, promuovendo investimenti pubblici specie nel campo delle infrastrutture e dei servizi pubblici.

Nello stesso tempo, i sempre più frequenti fenomeni di corruzione e cattiva gestione nell’ambito del settore degli appalti, delle infrastrutture e dei servizi pubblici, rendono sempre più urgente l’adozione di interventi strutturali tesi ad un effettivo contrasto di tali fenomeni. Ciò richiede in primo luogo un impiego razionale ed efficiente delle risorse disponibili, trasparenza e tracciabilità delle decisioni assunte e la puntuale rendicontazione dei risultati di gestione verso tutti i portatori di interesse.

Tutto ciò determina la necessità di investire sulla qualificazione delle pubbliche amministrazioni e, in particolare, delle stazioni appaltanti con l’obiettivo di rafforzare la loro capacità di rivolgersi al mercato per coglierne tutte le opportunità, attraverso l’efficace gestione degli appalti pubblici. Puntare sulla qualificazione rappresenta anche la sfida che fa da sfondo alla nuova disciplina dei contratti pubblici (contenuta nel d.lgs. 50/2016) che riconosce alle amministrazioni aggiudicatrici una maggiore flessibilità nella scelta di procedure di selezione basate sulla negoziazione o sul dialogo competitivo per gli appalti più complessi e innovativi.

Per conseguire le finalità sopra indicate amministrazioni devono potenziare la pianificazione, nell’ottica della selezione delle iniziative di spesa e della sostenibilità degli impegni, devono investire nella revisione dei processi operativi, innestando negli stessi i concetti della qualità e del miglioramento continuo, devono infine innovare gli assetti organizzativi, per dominare la complessità del quadro normativo di riferimento, realizzare economie di scala, ridurre i rischi operativi e di corruzione, capitalizzare le conoscenze.

I primi risultati prodotti dall’attività di ricerca svolta dal Prof. Fabio Giuseppe Angelini sulle “Public-Private Partnership per l’innovazione alla luce delle nuove direttive europee e della disciplina italiana di recepimento”, realizzata da quest’ultimo nell’ambito della convenzione sottoscritta dall’Università Telematica Internazionale Uninettuno con la Fondazione SmartCity, evidenziano l’esigenza di un salto di qualità delle stazioni appaltanti che, a sua volta, rinvia alla necessità di acquisire uno specifico know-how in campo giuridico, ingegneristico, tecnologico ed economico-finanziario ed una progettualità ad oggi largamente assente nel settore pubblico.

Tali risultati mostrano, in particolare, l’esigenza di una maggiore qualificazione delle pubbliche amministrazioni e, in particolare, delle stazioni appaltanti, specie nei settori delle infrastrutture e dei servizi pubblici i quali, per la loro complessità, richiedono una sempre maggiore e più sofisticata capacità di comprendere i bisogni, fornendo risposte adeguate, anche mediante il ricorso a forme di partenariato pubblico-privato, nel rispetto dei principi di concorrenza e dei vincoli di finanza pubblica. Inoltre, l’esigenza di acquisire un know-how specifico in materia di diritto amministrativo e di essere costantemente aggiornati di fronte all’incessante mutare del quadro normativo e regolatorio è fortemente sentita anche dai privati operanti nei settori delle infrastrutture e dei servizi pubblici i quali svolgono la propria attività a stretto contatto con le pubbliche amministrazioni e sono i diretti destinatari delle norme di diritto amministrativo, sia nell’ambito dell’attività provvedimentale che contrattuale.

L’ISPLex nasce con il preciso obiettivo di supportare il settore pubblico e gli operatori di mercato nel cogliere queste sfide, mettendo a disposizione del settore delle infrastrutture e dei servizi pubblici il know-how ed il sapere scientifico sviluppato dai professori e ricercatori dell’Università Telematica Internazionale Uninettuno nel campo giuridico, ingegneristico, tecnologico ed economico-finanziario, coniugandolo con quello sviluppato nel mondo delle professioni e dell’impresa.

L’ISPLex intende proseguire l’attività di ricerca realizzata per conto della Fondazione SmartCity e sviluppare, per conto dell’Universita Uninettuno, iniziative e partnership sul fronte della formazione nel settore pubblico. Il Centro di Ricerca intende promuovere la ricerca nel campo del diritto pubblico, del diritto amministrativo e della finanza pubblica, con riferimento principalmente ai settori delle infrastrutture e dei servizi pubblici, offrendo sia servizi di consulenza che di formazione universitaria e su commessa.